Abbiamo deciso di organizzare una scuola per dipingere ciò che sta a destra e in alto della realtà, lasciando le altre zone ad altri ricercatori.
il mio canto del cigno per un momento ha assunto proporzioni insospettabili, che da buona autosabotatrice ho prontamente eliminato. come al solito sono riuscita a trovare l'unico punto che l'altro non può tollerare per andare a martellarlo e allontanarlo definitivamente da me.
per la terza volta in un anno ho messo in atto la stessa tecnica terrorista, atta ad evitare che una persona arrivi ad amarmi.
stavolta, devo dire, è stato facile.
e che peccato, devo dire anche questo. se non fossi arrivata al punto di accettare quello che sono, mi prenderei a calci nel culo. ci ho messo esattamente due secondi, il tempo di pronunciare una frase, ad affossar equalcosa che avrebbe potuto essere davvero bello.
ma ormai mi accetto, cicala come sono, e quindi mi limiterò a versare calde lacrime, a non trovare il senso della vita, a soffrire la nuova solitudine per qualche tempo, e poi si tornerà alla vita.
quale vita, sarebbe la domanda. la risposta arriverà, prima o poi.

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