Abbiamo deciso di organizzare una scuola per dipingere ciò che sta a destra e in alto della realtà, lasciando le altre zone ad altri ricercatori.
la compagnia francese Suez, padrona dell'acqua di mezzo mondo, è stata recentemente inclusa da non mi ricordo che Ong tra le imprese da boicottare a causa delle sue pratiche contrarie ai diritti umani. quando l'ho letto mi sono domandata se fosse del tutto vero, dato che io avevo lavorato per loro, essendo pagata fior di quattrini, a dei progetti per far arrivare l'acqua potabile alle frange di popolazione più povere dell'argentina, facendo in modo che tali frange non ci rimettessero un soldo. ho appena scoperto che la Suez non ha mai portato a termine alcuno dei lavori per cui si era impegnata e che ha fatto i miliardi lasciando 800.000 persone senz'acqua e 1 milione senza fogne. sei anni troppo tardi scopro che mesi e mesi di lavoro sono stati del tutto inutili. sei anni troppo tardi scopro che quando credevo di lavorare, non dico per un angelo, ma almeno per una sottospecie di buon samaritano, stavo lavorando per il diavolo.
Il tradimento è di una potenza fenomenale [...] Perché ti colpisce in profondità, perché ti prende alle spalle, perché non sei preparato, perché arriva da chi meno te lo aspetti... Se no non sarebbe tradimento.
Luis Brunatti- Intervista nel documentario Memoria del saqueo di Fernando Solanas
fra le mille e mille cose che trovo incomprensibili e che mi fanno incazzare moltissimo, c'è quella per cui almeno una volta alla settimana leggo sul giornale un trafiletto. non è sempre lo stesso, ma i connotati di base sono identici: un tizio che ha deciso di ammazzare la sua, di solito ex, compagna sentimentale. considerando che in un anno si parla di almeno 52 donne morte ammazzate, mi risulta incomprensibile che si continui a trattare l'evento, ogni singola volta, come meritevole di non più di un misero trafiletto sul giornale. è come se con ognuna di quelle cronache in quindici righe ci dicessero che certe cose fanno parte della sfera intima della coppia, come quando una volta si diceva che se il marito picchiava la moglie erano affari loro e lei se lo meritava. alla meglio, è come se ci dicessero che sono casi singoli di malattia mentale a cui non bisogna dare troppo peso. mi risulta incomprensibile che in un paese come l'italia, pioniere a suo tempo della legalizzazione dell'aborto e del divorzio, a nessuno venga in mente che questa malattia mentale non è individuale ma collettiva, frutto di una società che sotto la maschera della parità dei sessi nasconde il più vile maschilismo, quello vigliacco. ma certo, la stupida sono io, cosa pretendo da un posto dove i politici uomini urlano troia alle politiche donne che si oppongono a una legge sulla fecondazione artificiale da incubo? da un posto dove dire pacs è come bestemmiare? da un paese schiavizzato dalla chiesa? ma sì, andiamo avanti allegramente a finire con la testa fracassata nei cassonetti, o con un tizio che si mangia il nostro fegato crudo per avere l'infermità mentale, a finire pugnalate, o buttate dalla finestra, o sgozzate. alla fine, anche se non lo sapremo mai, avremo il nostro momento di gloria: un trafiletto sul giornale con le nostre iniziali e, se siamo fortunate, l'ora e il luogo delle esequie.
non è da tutti far sì che io balli per ore ed ore, che socializzi con chiunque, che alle quattro del mattino mi sieda con un gruppo di signore e signori grassi e attempati bevendo rum e improvvisando un blues sul mio cane accompagnata alla chitarra da un bandoneonista quasi cieco. di fatto, non è da tutti sposarsi a capo trafalgar, con vista sul faro testimone della sconfitta dell'armada invencible nel lontano settecento. o costringere amici e parenti a smazzarsi più di trecento chilometri per assistere all'evento. o, generosamente, pagare a svariati di questi due giorni di tariffa esosa dell'hotel rurale tutto in stile. o far arrivare la famiglia dello sposo dall'ammerica, e sponsorizzare un festone in spiaggia, più un concerto di gruppo misto latino con il fratello stonato di santana come cantante e un filippino metallaro con pelata incipiente come percussionista, ma con un trombettista cubano spaventosamente bravo. non è da tutti fare in modo che ogni singolo invitato si diverta come non mai, si goda il mare, la spiaggia, la compagnia, il cibo, per due giorni e mezzo, solo per celebrare un'unione di cui nessuno capisce il motivo.
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