teoria del tunnel

Abbiamo deciso di organizzare una scuola per dipingere ciò che sta a destra e in alto della realtà, lasciando le altre zone ad altri ricercatori.

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Blogger: alamo_carolina

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sabato, 10 dicembre 2005

voglio un amore. non quello che ho. non il trovarsi e ritrovarsi ogni sera, ogni mattina, dicendosi banalità che potrebbero essere taciute. non questo automatico ritrarmi ogni volta che lui si avvicina a me con il fare di un bambino di due anni. non questo essere nella stessa stanza trovandoci in due nebulose diverse. voglio un uomo che possa guardare negli occhi perdendomici dentro. voglio un uomo di cui mi interessi quello che ha da dire e a cui interessi quello che ho da dire. voglio un uomo il cui tocco mi faccia fremere. voglio un uomo per il quale essere il mio uomo sia fonte di orgoglio.  voglio un uomo la cui curiosità non trovi mai pace. voglio un uomo che abbia qualcosa da insegnarmi. voglio un uomo che trovi divertente il mio senso dell'umorismo. voglio un uomo che cerchi la propria strada indipendentemente dalle circostanze. voglio quello che non ho, e che non cercherò.

Postato da: alamo_carolina a 12:47 | link | commenti (3) |

martedì, 06 dicembre 2005

Nella posa di cui parlo c'è qualcosa di speciale, una qualità per la quale non esiste parola in alcun vocabolario postmoderno o politico. Si tratta di una maniera di condividere che disarma la domanda primordiale: perché nasciamo a questa vita?  Nasciamo a questa vita per condividere il tempo  che si ripete tra un momento e l'altro: il tempo del Divenire, prima di correre il rischio che l'Essere ci ponga un'altra volta di fronte alla disperazione invincibile. 

John Berger sul popolo palestino (da cui in questo caso ci sarebbe da imparare qualcosa)

Postato da: alamo_carolina a 11:43 | link | commenti |

forse tutto questo non sarebbe tanto orribile se al di sopra del succinto completino lei non mostrasse la tensione erotica di un'impiegata a inizio turno. e sì che ad essere sinceri lui meriterebbe più impeto, così grande, muscoloso, con quel color caffellatte e quegli occhiali da sole così fuori posto. non penserà davvero che lo rendano irriconoscibile, povera creatura?  fa quasi tenerezza. quante volte è costretto a dare le spalle alla telecamera e agli avidi occhi degli onanisti puberi o vicini all'andropausa, per ravvivare la sua virilità prorompente ma forzosamente indecisa. perché sa, sente che nelle natiche che si spingono contro la sua nudità non c'è neppure il tentativo di fingere passione.
eppure lui la stringe, la accarezza, la cerca. lui la vuole, sissignore, la vuole davvero anche quando lei gli sfugge e si adagia di fianco all'uomo che dall'inizio è rimasto sdraiato, inavvertito, su un sofà a pochi centimetri da loro. ma no, cosa fai, pazza! non lo vedi che è bianchiccio, non vedi il cuoio capelluto sotto il riporto unto? perché, perché lo tocchi?
lui, l'omone, si rassegna. che pena, vederlo stendersi sul tappeto, solo con la propria virilità sempre meno virile. e lei? lei si è spogliata del completino succinto per restare in biancheria intima dorata. tanto luccichio sotto quell'espressione, che spreco. oh, ma da dove avrà tirato fuori quel cellulare a cui finge di parlare? e quel piumino multicolore? santo dio, è identico a quello che ho in cucina! e a cosa le serve, poi? no,  si inginocchia sull'omone, appoggia il piumino per terra, e mentre continua a parlare al cellulare lei... non ce la faccio, non posso guardare. che tristezza, che squallore. dev'essere stata drogata, povera ragazza. dovrebbero denunciarli, questi, invece di mandarli in onda come se fosse normale. e ci saranno almeno dieci canali pieni di queste cose. è uno scandalo... oh, è l'ora di south park.

Postato da: alamo_carolina a 01:55 | link | commenti (1) |

lunedì, 05 dicembre 2005

Sinceramente non so per quale masochistica ragione continuo a leggere i giornali italiani. Ogni volta che lo faccio ho come minimo un innalzamento della pressione e una dolorosa contrazione della mascella. Sono davvero stupefatta dal giro ecclesiastico che hanno preso le cose.  Ma avrei forse dovuto capirlo quando, dopo cinque anni d'assenza, al mio ritorno ho scoperto che comunista voleva dire stalinista, che nessuno ne sembrava sorpreso o indignato e che come insulto veniva rivolto a chiunque non fosse d'accordo con la linea del governo. Certo, ormai non era più una novità per nessuno salvo me.   Così come presto non saranno né una novità né una fonte di indignazione la legge sulla fecondazione assistita, la rinuncia alla piena legalizzazione delle coppie di fatto o la sparatoria costante contro il diritto all'aborto. A quando l'insegnamento del creazionismo nelle scuole? A quando il ritorno delle donne dietro i fornelli? A quando la reintroduzione della Santissima Inquisizione?

Postato da: alamo_carolina a 13:14 | link | commenti |

sabato, 03 dicembre 2005

cosa si dice, quando non si ha niente da dire? se si è intelligenti, equilibrati, saggi, emotivamente autonomi, si tace. altrimenti si domanda: cosa si dice, quando non si ha niente da dire?

Postato da: alamo_carolina a 12:32 | link | commenti |

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